"Occorre dare alla lettura la dignità del vizio e non la pesantezza dell'obbligo"
ilviziodileggere in Il gioco dell'angelo...
solaria in 2009....
Articolo 21 della Costituzione Italiana: Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.[...]
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“ E’ un peccato non potere estendere la pena ai ladri di anime, oltre che di corpi. Detesto i collezionisti di furti sessuali, disposti a qualsiasi inganno pur di ottenere ciò che gli stupratori dei corpi ottengono con la violenza. Questi stupratori di anime vengono talora scambiati per seduttori, ma c’è qualcosa che li distingue, a parte l’identità apparente dell’oggetto del loro desiderio: ed è che non sono mai presi dalla preda, mai vinti dalla sconfitta della vittima…… Ora i ladri di anime sono certamente più immorali che i ladri di una mela (il frutto biblico prediletto in questo genere di metafore) ma nessuna legge li perseguita. L’intenzione, infatti, se non si trasforma in un reato, non è mai una colpa. Ed è questo il minuscolo abisso che supera i due codici, penale e morale”.
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Valeriu Codrea Boj este mai mult decât un simplu scriitor. Cu romanul “Cătălin, copilul cucului”, autorul devine un martor al dramei poporului său, un regizor şi un protagonist ascuns, dar mai ales un cronicar modern. Panorama literaturii contemporane este bogată în titluri abstracte şi aventuri surealiste, dar se simte lipsa unui “salt în realitate”, iar romanul lui Valeriu Codrea Boj umple o parte din această lacună. Lumea zugrăvita de autor, autoexilat în Italia, este una învăluită în fericirea aparentă a universului rural, văzută şi trăita de micul protagonist, Cătălin. Satul moldovenesc, părăsit de aproape toţi tinerii vrăjiţi de posibilitatea unui câştig în Occident, îşi pătrează tradiţiile seculare şi devine un părinte pentru copiii lăsaţi în grija bunicilor şi voia sorţii. Cătălin este un “Nică” din Amintiri din copilărie, dar afecţiunea mamei este înlocuită de cea a bunicii, Caterina, cu care este mereu într-o confruntare afectuoasă. Peripeţiile lui Cătălin stârnesc zâmbetul şi afecţiunea cititorului, dar romanul lasă un gust amar: gândul zboară la toţi copiii crescuţi în sate îndepărtate şi fără nume, care visează să se trezească într-o zi în braţele părinţilor, plecaţi de prea mult timp în străinătate. Miruna Cajvaneanu (n. 1978) jurnalist si politolog roman, a studiat Stiinte Politice la Universitatea din Bucuresti si a absolvit Facultatea de Stiinte Politice la Universitatea La Sapienza- Roma. Traieste si lucreaza in Italia din 1999. In 2006 a castigat premiul III la Concursul international de literatura "Io e Roma", organizat de Primaria Romei. In 2008 a publicat un studiu in volumul "Romania- immigrazione e lavoro in Italia", iar in 2009 a publicat, in calitate de co-autor, studiul "Votul diasporei- un drept negat", ambele cu privire la imigrantii romani din Peninsula. ![]()
Per ora solo in Rumeno (con delicate sfumature di origine moldava), anche se le copie sono solo 200. L'autore Valerio Codrea Boj ha pagato una tipografia Moldava per la stampa di 1012 copie del libro. A quanto pare in Moldavia è una sorta di numero portafortuna. Infatti così è stato per i due precedenti libri.
Sono state fatte molte iniziative benefiche con il ricavato dei libri e molti sono stati dati in beneficenza.
Purtroppo questa volta, la redattrice, tale Nina Slutu ( sedicente giornalista moldava), si rifiuta di consegnare, come pattuito le rimanenti 812 copie che nasconde in luogo oscuro e non possono essere fesaudite tutte le richieste per le iniziative benefiche previste al momento della tiratura.
Nonostante le sia stata mostrata la fattura in cui si attesta che tutto è stato pagato, tale NINA SLUTU (membro de Unione Scrittori Moldavi) pretende altri soldi senza nessuna motivazione specifica. Si tratta della solita CORRUZIONE di questo paese in cui tutto, ma proprio tutto funziona così. Con i soldi e pagando potresti anche diventare il presidente della repubblica!!!!
Basta aver voglia....anzi magari ci fosse qualcuno disposto a far rispettare le leggi in tutti i sensi.
Presto il libro sarà disponibile in Italiano e speriamo di riuscire a soddisfare tutte quelle persone che hanno sostenuto e incoraggiato Valerio nel suo lavoro di ogni giorno e nelle sue scritture notturne che continuano ad appassionarlo sempre di più. Non esistono molti scrittori Moldavi fuori dalla moldavia, o anche rumeni. Avremmo il piacere di leggere qualcosa da questi paesi dell'est che hanno invaso l'occidente ma culturalmente l'apporto letterario non è stato rilevante, per non dire nullo.
Statevi tutti tanto bene....belli !
ciao
E' uno di quei periodi un po' così....pigri, dove mi diverto a fare altro e non provo più gusto a scrivere diligentemente di libri senza poter parlare di quello che mi accade attorno.
Per cui..come si dice...tante care cose....e ci si vede...
Baci
Ciao

![]()



Sabato 15 Novembre ore 22,00
IMPROVVISAZIONI POETICO-JAZZ
Aspettando la passante
Libreria Rinascita viale Agosta 36
(Prenestino/Pigneto) Roma
Con Fabrizio Rufo chitarra
Dale Zaccaria voce e liriche
*Le Liriche sono tratte da
Inedito per una passante
di prossima pubblicazione Manni Editori
Ingresso Libero
All’interno della Libreria Servizio Bar/Caffetteria
ELENCO VINCITORI Elenchiamo, in rigoroso ordine alfabetico, i vincitori della seconda edizione del concorso letterario “Un sogno dentro un sogno”. Facciamo presente che, in seguito a un ex equo, i racconti premiati sono undici. Armentano Caterina – “Angelus” Cortesi Sergio – “Sogno e son destro” D’Arcangelo Mauro – “L’estro disarmonico” Guzzo Barbara – “Il verbale della seduta” Maccioni Federica – “Oltre l’arcobaleno” Mascella Stefano – “Il vero Luigi” Perciabosco Giuseppe – “Mente cosmica” R. Elisabetta – “Il colonnello se n’è andato via” Selis Maddalena – “Siamo tutti morti” Tibo Francesca – “Novembre” Vajngerl Ilaria – “Per sua divina provvidenza” Il Premio speciale della Giuria è stato attribuito al racconto “Novembre” di Francesca Tibo.
...riporto le informazioni relative al suo nuovo romanzo che però non ho letto: “Sono io che proietto la mia ombra, è il mio corpo, eppure a volte mi spaventa, come se all’improvviso non mi rendessi conto della mia presenza. E’ un’astrazione da sé, un viaggio lontano, ed io mi sento irriconoscibile, per niente familiare persino al mio sguardo.” Alessandra Galdiero 
Il viaggio imposto e cercato attraverso sentimenti, sensazioni, percezioni. La disperata e affannosa ricerca del proprio pensiero nella vita che si dispiega davanti agli occhi.
Racconti attraversati da paure, riflessioni, emozioni, pensieri che rotolano sul declino scosceso dell’analisi del sé attraverso le esperienze. Un romanzo intenso e appagante che fa riflettere sui mille colori dell’anima umana, che si manifesta partendo dai sensi.
Dopo "Attraverso i miei occhi" edito dalla MEF, Alessandra Galdiero pubblica il suo secondo romanzo "Ritorno Andando" con la CSA. Un libro che è un susseguirsi coinvolgente di parole che non lasciano indifferenti, che inducono alla riflessione e alla comprensione. Un racconto che lascia la sensazione di un respiro profondo.
Il papà di Giovanna - Pupi Avati
Uomini che odiano le donne - Stieg Larsson
Ho qualcosa da dirti - Hanif Kureishi
Questo libro assomiglia molto ad una bella favola. I paesaggi montani della Virginia sono descritti molto bene, sembra quasi di vederli.
Lou ed Oz sono due bambini che hanno perso il padre in un incidente stradale e la madre è in uno stato catatonico. Sono quindi costretti ad andare a vivere con la bisnonna in una fattoria di montagna.
Qui impareranno molte cose, ma prima di tutto ad amare la terra dove è cresciuto il padre e che ora è diventata la loro terra.
Qualche problemino affiora quando una grossa compagnia arriva pronta a sfruttare le ultime risorse naturali del luogo, promettendo ricchezza e prosperità.
Tutto si concluderà per il meglio, come appunto si adice ad una bella favoletta che non mi è dispiaciuta affatto. Molto tenero.
Un altro Deaver della serie Lincoln Ryme ed Amelia Sachs.
Quelli che preferisco.
Anche se forse può risultare un po' ripetitivo, ogni tanto mi piace leggere di personaggi che conosco. Ambientazioni familiari, luoghi dove sono già stata.
Certo, l'argomento data mining è veramente interessante, sicuramente da approfondire.
Due bei pomeriggi trascorsi in piacevole compagnia.
Questo libro in principio mi ha lasciata un po' perplessa. Sono andata avanti solo per pura curiosità e se non me lo avessero regalato probabilmente non lo avrei mai preso.
E' la storia di un uomo, molto anonimo, con una infanzia difficile che diventa un divo del cinema porno, più per necessità che per scelta. Oltretutto è drogato di cocaina ed abusa di alcool. Un giorno ha un incidente e rimane gravemente ustionato. In ospedale inizia il suo calvario e lui passa il tempo a programmare il suicidio. Un giorno compare ai piedi del suo letto una donna che dice di chiamarsi Marianne Engel e afferma di conoscerlo da 700 anni perchè si erano amati in vite precedenti.
I racconti di Marianne viaggiano tra la Germania, la Finlandia, l'Inghilterra, il Giappone e l'Italia. Tutte vite passate, ognuna raccontata fin nei minimi particolari.
Il protagonista esce dall'ospedale ed inizia ad essere accudito dalla donna. E' però drogato di morfina, per calmare i dolori. Da qui la storia d'amore tra lui e questa donna, che scolpisce Gargoyle quasi in preda a visioni mistiche. L'inferno di Dante sullo sfondo e la vita del medioevo.
Un libro strano, che non so descrivere bene che sensazioni mi ha dato. Nel finale ci sono 10 pagine che non sono riuscita a leggere perchè erano la descrizione accurata di un incubo da astinenza ed era fin troppo fantasioso e surreale per i miei gusti. Già ho faticato a reggere la trama.
Uscirà in Italia ad ottobre.
Ho gradito in maniera particolare questo romanzo in quanto la storia affronta temi poco trattati in generale. Troviamo il carattere irrequieto di un’adolescente, una madre che deve superare un dolore troppo grande, una ragazza quasi donna, senza fissa dimora e con problemi di alcolismo e tanto sentimento raccontato bene. Una storia un po’ triste, non tanto lunga, scritta molto grande tanto da tirarne fuori più pagine del necessario. La scrittura mi ha lasciato una bella sensazione. La storia mi ha lasciato un po’ di tristezza, ma non angoscia, tristezza. Quella tristezza che provi quando vedi una persona in strada che soffre e non puoi far nulla per aiutarla.
Mi è piaciuto molto più questo de “La solitudine dei numeri primi”, vincitore dell’ultimo premio Strega, ma i miei gusti come al solito sono molto, molto particolari.
Bambino 44 è un bel romanzo di evasione. Inizialmente lo avevo sottovalutato, poi, una domenica mattina, mi sono svegliata molto presto e vedendolo sul comodino ho iniziato di nuovo a leggerlo. La prima volta lo avevo abbandonato. Secondo il mio parere personale non è un capolavoro della letteratura contemporanea, come molti hanno detto, ma è un buon romanzo. La storia è ambientata in Russia e questo è già un elemento che lo colloca in un ambiente diverso dal solito. Ci si immerge nelle atmosfere del comunismo, che vengono citate sempre troppo poco e che invece dovrebbero far riflettere tanto quanto quelle dell’olocausto. Leo è un agente dell’MGB, un agente modello, ma presto si troverà solo ad affrontare numerose difficoltà, senza poter contare neppure sull’aiuto della moglie in quanto diffiderà anche di lei. La storia si fa intricata, ma poi forse il finale è un po’ prevedibile e si comincia a capire nel momento in cui viene svelato il nome dell’assassino. O almeno per me è stato così. Rimane comunque, tutto sommato, un romanzo piacevole da leggere per passare un pomeriggio di relax. E’ prevista la trasposizione cinematografica.
Hitler era innocente è un titolo che potrebbe trarre in inganno. Hitler era innocente 
Non sono un’amante del genere, quindi, inizialmente, ero un po’ prevenuta.
Ho iniziato...ho finito....ho ricominciato....senza neppure posare il libro un attimo ed ho nuovamente terminato assaporando anche meglio tutto quello che la prima volta non avevo colto.
Già, infatti ci sono cose che la prima volta forse mi erano sfuggite...ma che una rilettura più attenta mi ha fatto apprezzare ancora di più. Non ho provato angoscia.
La scrittura penso sia veramente notevole. Le descrizioni accurate e anche i luoghi, dei quali io adoro le atmosfere che si respirano, sono descritti benissimo e ne ho potuto persino sentire l'odore...o meglio in certi casi il fetore.
Come dicevo, non ho provato angoscia, anzi, un senso di tristezza consapevole, una malinconia velata che però non volevo finisse.
Infatti ero tentata di abbandonarlo, come faccio con i libri che mi piacciono, ma non sarei più riuscita a ricreare la giusta atmosfera. All'inizio, alcune cose mi hanno dato un po' fastidio. Forse una sorta di noia? Non so. Troppe volte i personaggi si interrogano sul perchè di certe cose. Troppe spiegazioni in stile saggio storico, ma poi mi son resa conto che il tutto faceva parte di un disegno ben definito che alla fine ha saputo raggiungere perfettamente il suo scopo. Insomma...ho letto tanti saggi sull'olocausto, come altrettanti sulle vittime del comunismo, quindi pensavo che certe affermazioni fossero superflue, mentre nell'insieme, sono il completamento di un quadro dalle tinte scure, opache e tristi, ma ben definite e pieno di sentimento.
Ci sono punti in cui sono stata letteralmente rapita e raramente mi è capitato di leggere l'ultima pagina e tornare all'inizio senza neppure alzare gli occhi dal libro.
Il titolo mi aveva un po’ forviato, anche se prima di leggerlo supponevo appunto (senza leggere le varie motivazioni) che ci fosse una spiegazione. Però devo dire che genericamente può sembrare un po' ambiguo. Si può pensare..."l'ennesimo libro sugli ebrei e sull'olocauso"...o cose simili...mentre invece....non è per niente così.....provare per credere.
Aldo Moscatelli
I Sognatori
genere: romanzo
totale pagine: 200
prezzo di copertina: 10,50 euro
...arrivo tardi lo so...ma meglio tardi che mai.... E' in edicola dal 20 aprile con una tiratura di 50.000 copie, 'Che Libri' la nuova rivista mensile nata sul modello di esperienze straniere, ormai consolidate fra il pubblico dei lettori come la francese Lire e la spagnola Que leer. L'edizione italiana e' stata pensata e studiata da persone che conoscono i libri per offrire gli strumenti per scegliere fra le migliaia di titoli pubblicati e le pile che affollano le librerie; per parlare di novita' ma anche di libri gia' usciti; raccontare attraverso i libri cosa succede nel mondo e andare a scoprire chi sono gli autori ma anche offrire opinioni e giudizi trattando il libro come si fa con la musica e il cinema. (Fonte Adnkronos/Adnkronos Cultura)
Che libri e' un mensile, diretto da Bea Marin, di 64 pagine, dal costo di 3 euro nel quale troveranno spazio la narrativa, come la saggistica, le guide turistiche e la manualistica e dove un'attenzione particolare verra' dedicata ai libri per bambini e per ragazzi. Tre i percorsi che si ripeteranno in ogni numero: il primo, dedicato alla letteratura, accompagnera' il lettore ora alla scoperta di un Paese (nei primi due numeri l'India e la Cina) ora alla scoperta di un genere; il secondo, dedicato all'attualita', proporra' dei percorsi di approfondimento attraverso le pagine dei libri; il terzo, dedicato ai classici, indaghera' grandi scrittori, da Tolstoj a Stephen King, da Flaubert a Camilleri, divenuti dei classici non solo grazie alla critica ma soprattutto grazie al pubblico. Per ogni percorso, dove possibile, saranno indicati anche testi per i giovani lettori.
Accanto a queste sezioni si affianchera' una parte dedicata a interviste con gli autori in cui l'intento dell'intervistatore sara' quello di far emergere gli aspetti piu' umani e quotidiani della scrittura; alcune pagine saranno dedicate invece a consigli di lettura per parole chiave piuttosto che per date significative (il '68, il 25 aprile, il Natale) o a servizi del tipo ''se hai letto questo continua con…''. Infine le rubriche fisse: dalle classifiche dei piu' venduti in Italia e all'estero, alla segnalazione delle prossime uscite o degli impegni degli autori preferiti, alla segnalazione dei libri di cui si e' parlato nel numero con accanto dei simboli di gradimento.
Ho ritrovato un autore da me molto amato in passato per un libro, "L'ultima lettera", credo ormai fuori catalogo. .....
.....
Si tratta di Antonio Steffenoni. Lo ricordo con piacere perchè mi riporta alla mente i tempi in cui iniziavo con entusiasmo a lavorare. Sono passati tanti anni da allora e oggi la passione c'è ancora, affiancata però dalla delusione, un binomio credo inevitabile in questo ambiente.
Ma non importa, va bene così....
Nei suoi romanzi Somoza ha saputo trattare generi letterari molto diversi, dal racconto di mistero all'erotismo, arrivando fino al thriller scientifico. Questo nonostante le convenzioni di genere siano per l'autore un mero strumento atto a sviluppare un gioco letterario intorno a temi come la filosofia o l'arte. La dama numero tredici è un romanzo che si colloca nel genere horror.
Un professore di letteratura, Salomon Rulfo, è vittima di un incubo quotidiano nel quale assiste a tre omicidi sanguinosi mentre una donna gli chiede disperatamente aiuto. L'uomo sente che il sogno è troppo vivo e quasi non si stupisce di scoprire che la donna in cerca di aiuto risulta veramente uccisa. Rulfo decide di recarsi di nascosto nella casa dove si è commesso il crimine per ripercorrere lo scenario del suo sogno e, da questo momento sembra di entrare in un'altra realtà. In essa, "il linguaggio umano non è inoffensivo", come assicurano le tradizioni esoteriche e alcune persone non patiscono semplici disgrazie bensì vivono intrappolate in una maledizione, in una "combinazione di parole poderose", dalla quale hanno tratto il loro potere le streghe, conosciute altresì come le dodici dame.
Sonoza scrive con gran potere di convinzione e riesce ad allontanare lìincredulità del lettore trascinandolo in una successione vertiginosa di acquerelli dalla scenografia sontuosa.
SR
Crash, di J.G. Ballard, è la storia del rapporto fra il protagonista-narratore e il dottor Vaughan e dell’ossessione di costui per l'attrice Elizabeth Taylor. Il desiderio sessuale e la violenza dello sguardo hanno un nuovo mezzo di trasporto, l'automobile. Ci sono corpi dappertutto, sesso e chassis, metallo e pelle. Fotografie, trasmissioni radiofoniche, cineprese, mostre di automobili: elementi che sono la manifestazione del nuovo contenuto dei nostri sogni a occhi aperti. In modo del tutto inquietante, i personaggi sembrano non avere alcun mondo interiore, almeno secondo le formule del romanzo tradizionale, dal momento che ogni eccesso è tradotto su pellicola, o nei fatti. I gesti di apparente intimità diventano ricerca di nuove ferite, le barriere vengono infrante e i disastri venerati. JS
II libro di Ballard, "il primo romanzo pornografico basato sulla tecnologia", rappresenta un’anomalia all’interno di un eccezionale corpus narrativo. Esso non contiene alcuna delle più esplicite catastrofi su scala mondiale della produzione precedente di Ballard, stavolta il collasso è qualcosa in cui tutti possiamo identificarci, perché è già successo dentro di noi.
In più, visto che il protagonista si chiama Jim Ballard, il romanzo infrange anche altre barriere e fa da ponte verso quelle che saranno le successive e ancor meno romanzate autobiografie dell'autore, in particolare La gentilezza delle donne, dove è possibile riconoscere alcuni personaggi di Crash.
Tuttavia, si tratta ancora del Ballard classico; le scioccanti analisi sono infallibili, le perversioni profondamente sane e personali. Fa paura ma tutto ha un senso. Non tutti apprezzano tali sentimenti. "L'autore di questo libro ha varcato i confini della cura psichiatrica," affermò un consulente editoriale. Questo commento involontariamente azzeccato porta con sé la domanda: dov'è diretto?
Continua ad imperversare la tendenza della faccia o della foto in copertina.... ...ma quante ce ne sono di facce in giro?? ..........
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Chissà....forse è comodo....forse costa meno....forse è la moda.....forse è una cosa molto molto brutta!
...ma non tutto col tempo migliora...molte cose riescono anche a peggiorare!
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È questo uno dei quattro romanzi scritti dall'autore intorno alla figura centrale di Benjamin Malaussène, la cui professione è apparentemente quella di addetto ai reclami di una casa editrice, mentre di fatto è quella, per nulla accattivante, di capro espiatorio. La periferia parigina è il teatro della vicenda, un mondo dunque sempre al limite fra la legalità ed il malaffare: proprio qui avviene l'omicidio del commissario di polizia Vanini, delitto seguito dall'entrata in coma di una donna di giovane età ridotta in fin di vita a suon di percosse e torture. Partono a spron battuto le indagini, mentre nel contempo si susseguono uno dopo l'altro misteriosi omicidi di donne anziane, tutte residenti nella zona. II sospettato numero uno è, ovviamente, Malaussène, che costituisce il filo attorno al quale sono legate tante piccole storie personali. Il caleidoscopio che ruota intorno al protagonista si colora di tutti i problemi concreti della vita quotidiana in una situazione critica come quella della banlieue, dalla diffusione della droga all'emarginazione delle persone anziane alle difficoltà drammatiche di inserimento degli extracomunitari, come la tribù maghrebina di amici e parenti del protagonista, oggetto di attacchi violenti di natura razzista. Proprio la massiccia invasione delle sostanze stupefacenti è il tema che emerge più degli altri, talmente drammatico da coinvolgere in prima persona non tanto i giovani, bensì le vecchiette ed i vecchietti del quartiere Belleville, a dimostrazione del totale sfondamento di ogni barriera da parte del crimine organizzato. cic
Mulisch è un autore prolifico e un esponente di rilievo della letteratura olandese moderna. Non foss'altro che per le sue dimensioni imponenti, La scoperta del cielo è un testo con cui fare i conti, anche perché L’argomento trattato è niente meno che il fallimento dell'alleanza tra Dio e l'uomo. Una delle premesse teoriche dell'opera è che il metodo scientifico sia un inganno luciferino, uno di quelli che hanno riscosso più successo tra gli esseri umani del nostro tempo. Era un regalo e mi pareva brutto frullarlo dalla finestra!!!! ES
Due uomini di straordinario talento, L’astronomo Max Delius e il linguista Onno Quiz, si incontrano per caso in una notte buia e fanno amicizia. In seguito durante un viaggio a Cuba, mettono congiuntamente incinta una violoncellista di nome Ada Bromo, che precedenza aveva avuto una relazione con ciascuno di loro separatamente. In seguito a un grave incidente la giovane muore, ma il bambino che portava grembo sopravvive e viene chiamato Quinten Quiz. La missione di Quinten è recuperare i Dieci Comandamenti per restituirli al mittente, a causa dell'incapacità degli uomini di seguire la volontà di Dio sulla Terra
Nel frattempo, Delius fa una fantastica scoperta astronomica, ma poi viene ucciso da un meteorite. Se trama può sembrare forzata, lo si deve all'intervento degli angeli o, più precisamente, di demiurghi che sono sulla Terra per far nascere un essere umano possa riscattare le bibliche Tavole della Legge.
La monumentale impresa narrativa di Mulish ha avuto risonanza internazionale e può essere considerata un esempio di mitopoiesi contemporanea.
Varcando i confini del giornalismo per avventurarsi con questo ambizioso volume nella scrittura narrativa,Tom Wolfe lancia un poderoso atto d'accusa contro le derive selvagge del capitalismo di Wall Street negli anni Ottanta. CC Letto in english...
Sherman McCoy, ricco e rampante agente obbligazionario che lavora per una prestigiosa azienda di New York, si trova coinvolto in un incidente stradale in cui la sua amante, Maria Ruskin, investe e ferisce a morte un giovanotto nero del South Bronx, Henry Lamb.
Il romanzo racconta il progressivo declino di Sherman e la vasta gamma di poteri che vogliono indurlo in disgrazia, fino al processo penale. Se è vero che alcuni personaggi raggiungono i propri obiettivi, sul piano morale non ci sono vincitori. Wolfe suggerisce cinicamente (e proprio qui emerge il suo orientamento politico di destra) che il sistema politico e quello legale della metropoli, con la connivenza dei mass media, alimentano le lotte di classe e gli scontri razziali, così ben descritte nel romanzo.
La postuma trasfigurazione di Lamb in laureando modello, ad esempio, è opera di un losco giornalista di sfrenate ambizioni, Peter Fallow, che ottiene fama, successo e addirittura il premio Pulitzer grazie alla copertura giornalistica che dà dell'incidente.
Si può pensare ciò che si vuole della visione politica di Wolfe, ma è difficile non ammirarne la prosa. Le descrizioni minuziose degli interni di Park Avenue, il labirinto del Bronx in cui Sherman si smarrisce in preda al panico, la parlata strascicata tipica del Sud di Maria e gli accenti appassionati dell'attivista di Harlem, reverendo Bacon, che si batte per i diritti dei neri costituiscono il sapore della varietà di New York, una metropoli che ribolle di ostilità etniche e di invidie interclassiste, travolta dal miraggio della ricchezza facile e veloce. 
Grazie a Pattybruce scopro un sito carino e interessante: BOOKSWEB tv
Ho preso questo libro sull'onda di alcune recensioni lette qua e là. Eppure ormai dovrei aver imparato che...le recensioni ed io...non andiamo d'accordo!!!
La storia inizia bene, insomma, discretamente. L'idea è buona ed infatti inizialmente mi piace. Poi a circa metà del libro, quando il mistero si va pian piano svelando ecco che affiorano le prime note stonate.
Stefano è un uomo separato che lavora per una casa editrice e vive solo in un appartamento in disordine senza curarsi troppo di quello che lo circonda. Un giorno si sveglia e come per incanto compare Sophie, magica creatura che parla francese ed ascolta musica classica. Sembrerebbe una cameriera, ricevuta in "dono" dalla ex moglie partita per una lunga crociera. Ma in realtà non è così.
Non voglio svelare il finale, ma in parte è per il finale che son rimasta delusa. Poco credibile, ma anche lontanissimo dai miei gusti.
Che peccato, per me non c'è cosa peggiore che aspettarsi una buona lettura e trovarsi a leggerne un'altra, per i miei gusti, molto deludente.![]()
Felicità: finché dietro a lei corri Herman Hesse Buon Compleanno
non sei maturo per essere felice,
pur se quanto è più caro tuo si dice.
Finché tu piangi un tuo bene perduto,
e hai mete, e inquieto t'agiti e pugnace,
tu non sai ancora che cos'è la pace.
Solo quando rinunci ad ogni cosa,
né più mete conosci né più brami,
né la felicità più a nome chiami,
allora al cuor non più l'onda affannosa
del tempo arriva, e l'anima tua posa.
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Avventura, , Insolito Fuoriporta, Dimore di Charme, Soggiorno Gustoso, Adrenalina, e la più costosa Atmosfere d’Incanto...
Ho scoperto per caso questo piccolo libro, giorni prima delle recensioni che ne hanno parlato ultimamente. E per caso ho scoperto che l’autrice è la cugina di una nostra cara amica di famiglia. Questo ovviamente non ha nulla a vedere con il fatto che è un libro delizioso. Jacques Prévert "Non sono stato curato di Saint-Sulpice, né poliziotto ", diceva Prévert. Nel 1915 Jacques Prevert era in effetti commesso in un bazar della rue de Rennes a Parigi. Nel 1916 fece progressi: fu preso dai grandi magazzini Bon Marché come impiegato ausiliario, al salario di 7 franchi e 5o al giorno - anche se "senza vitto". Il Bon Marché era stato disegnato, per volontà del proprietario Aristide Boucicot, da Gustave Eiffel. Vigevano rigide regole di assunzione del personale. Nonostante la penuria di uomini dovuta alla guerra, un ispettore era incaricato di informarsi sugli aspiranti - nel caso di Prévert, aveva fatto buona impressione che vivesse ancora in famiglia, e nel quartiere, in rue du Vieux Colombier. L'ispettore era andato alla scuola di Prévert, l'istituto André Hamon della rue d'Assas, dove il direttore aveva dichiarato di ricordarsi bene del ragazzo, buon allievo, intelligente, serio; e sempre così attento alla salute della povera madre! Prévert aveva tutti i numeri per diventare in breve lasso di tempo assistente al caporeparto: la prospettiva gli fu fatta balenare dal suo superiore già dopo le prime settimane. Prévert, che all'occorrenza per guadagnare qualche soldo faceva il gigolo, si innamorava delle commesse. Una medemoiselle Maginot si faceva riaccompagnare a casa nel lontanissimo quartiere XVII. Lui la terrorizzava raccontandole di un collega del reparto orologeria, licenziato per i "costumi contro natura", che si era rumorosissimamente vendicato. Aveva caricato tutte le pendole e le sveglie alla stessa ora; il trillo era stato così formidabile che i clienti avevano pensato a un allarme, e c'era stato un fuggi fuggi spassosissimo. Fu mademoiselle Maginot a perderlo, nonostante Prévert praticasse un approvvigionamento personale dagli oggetti in vendita, semplicemente spostando le etichette; se li faceva addirittura consegnare a casa. Nell'agosto del 1916, un ispettore andò a trovare la Maginot, assente ingiustificata. Il padre corrucciato dichiarò che non avrebbe più mandato la figlia al lavoro, nel timore che subisse ancora l'influenza perniciosa del signor Prévert. Quando l'ispettore gli comunicò che era licenziato senza preavviso né motivazioni, Prévert andò a chiedere chiarimenti all'amministratore, Monsieur Devens - che gli ingiunse semplicemente di lasciare seduta stante il 106 della rue du Bac. Prévert tornò invece nel suo reparto, meditando anche lui una vendetta. Un sorvegliante fu allora incaricato di chiamare la polizia. Il giovane Prévert a quel punto si avviò, ma lentissimamente, sempre sollecitato dall'ispettore; quando l'agente si affacciò, lui stava abbandonando l'edificio. "Licenziato il 14 agosto 1916", è rimasto scritto nel rapporto: "ritardi e condotta insoddisfacente. 
Si tratta della trasposizione su carta di una trasmissione radiofonica (Alle 8 della sera) che purtroppo non ho avuto la fortuna di seguire.
Cosa facevano questi scrittori di cui si narra, quando non scrivevano?
Tutti, chi più chi meno, vivevano la scrittura come una vera e propria schiavitù, peggio, molto peggio del posto fisso o del lavoro duro, un’ossessione che spesso portava all’incubo del foglio bianco.
Gorkij, Claudel, Svevo, London, Colette, Kafka Eliot, Chandler, Orwell, questi solo alcuni dei 24 personaggi raccontati in maniera semplice e piacevole.
Lo consiglio….è molto carino.
Brutto tipo. Da non riprendere". Prévert aveva sedici anni; e non dimenticò mai quei primi sentimenti dell'adolescenza, di cui fece tesoro in poes tutta la vita.
Dal '17, Prévert visse "di espedienti". "Non ho fatto un po' tutti i mestieri, come si dice. Ne ho fatti il meno possibile. Nessuno durava. Durante l'adolescenza, non riuscivo a abituarmi. Alcuni mi piacevano un po' di più, erano quelli inconfessabili. Rubare è un mestiere, in tempo di guerra? La verità è che il termine delinquenza giovanile non era ancora stato inventato. Come per l’Immacolata Concezione, la verginità del mio casellario giudiziario resta per me ancora un mistero".
Leggendo la quarta di copertina mi ero detta "io questo libro non lo leggerò mai". E’ quello che mi dico ogni volta che mi trovo davanti a storie così drammatiche. Poi, su consiglio di qualcuno e su invito di qualcun altro, mi sono lasciata convincere. Non mi sbagliavo. Questo genere non fa proprio per me. Un’angoscia bestiale mi ha invaso dall’inizio alla fine. I due personaggi mi sono sembrati poco credibili. I loro disagi sfociati in patologie molto serie, galleggiano sullo sfondo di una storia che troppo velocemente porta il lettore attraverso trent’anni di disgrazie e storie cupe. Temi trattati, ma non affrontati, volano troppo in fretta nell’arco degli anni per poi terminare in maniera indefinita, lasciando solo angoscia, tristezza e negatività. Personaggi del genere, secondo me, non sarebbero potuti sopravvivere tanto a lungo.
La scrittura è fluida, si trasforma nell’arco del romanzo, quasi a seguire le età dei protagonisti, ma anche qui, non mi sono entusiasmata in maniera particolare. Forse pensando che è un’opera prima e che l’autore è molto giovane, posso apprezzare di più, ma non poi così tanto. Tutto questo entusiasmo, per quanto mi riguarda, si è spento dopo poche pagine e sono arrivata in fondo solo per avere un’idea ben chiara di ciò che molti considerano un capolavoro, mentre per me è solo un romanzo che mi ha lasciato dentro poco e niente e quel poco è triste, cupo e grigio e ora leggere un bel libro è la cosa che desidero di più!
Un’altra cosa mi lascia perplessa. Questa nuova abitudine di mettere in copertina fotografie di persone che non mi dicono nulla. Come per questo libro. L’autoritratto della ragazza (Mirjan) dei Paesi Bassi (dal titolo "foglie") sarà sicuramente un capolavoro artistico (le sue foto sono molto particolari e a tratti belle), ma non mi piace come copertina. Preferisco un disegno, o un paesaggio, o qualcosa che esprima un senso. Le facce, non mi dicono niente.
Deve essere una nuova moda perché ne vedo diverse in libreria.
Mi rendo conto che probabilmente ho dei gusti particolari, ed il giudizio su questo libro è molto personale, anche se trovo in accordo con me diversi amici e conoscenti. Per fortuna. Questo un po’ mi consola!